Un prodotto alimentare che ha Dante tra i suoi sponsor non è cosa di tutti i giorni. Eppure questo accade per il Liquore d’Ulivi che Giuliano Berloni produce sulle colline della valle del Metauro nella sua azienda di Tavernelle di Serrungarina in provincia di Pesaro e Urbino. Noto fin dal tempo ...
>> Ricette con legumi tipici delle Marche
FAGIOLI CON LE COTICHE Ingredienti: Cipolla Olio d’oliva Fagioli precedentemente ammollati Cotenna di maiale Passata di pomodoro Sedano Carota Sale Preparazione. Una volta bollite le cotiche ben pulite in acqua calda finché non diventano tenere si prepara un soffritto con l’olio di oliva e la cipolla. Quindi si versano le cotiche ...
>> La cucina italiana tipica delle Marche
La cucina tipica delle Marche vanta ancora oggi una varietà di ricette che provengono da un’antica tradizione gastronomica della cucina italiana fatta di semplici ingredienti genuini e di particolari sapori. Le Marche in un certo senso sono un punto d’incontro tra le tradizioni gastronomiche del nord del sud e del centro ...
La storia del farro affonda le sue radici nelle prime civiltà mediterranee. In Italia il farro era diffuso in molte aree tradizionali ma con l’avvento dell’agricoltura produttiva la sua superficie di coltivazione si è molto ridotta. Solo di recente con i nuovi orientamenti della politica agricola europea la ricerca di produzioni ...
>> Sagre, feste, fiere e manifestazioni tradizionali nelle Marche
Sono sempre legate ai prodotti della terra alle ricette e ai prodotti tipici che accompagnati dalla cultura e dal folclore rendono le Sagre e le manifestazioni delle Marche dei veri momenti di piacere e scoperta della tradizione regionale italiana. Passeggiare tra le feste di paese assaggiare i prodotti locali assaporare il ...
FAGIOLI CON LE COTICHE
Ingredienti:
Preparazione.
Una volta bollite le cotiche, ben pulite, in acqua calda, finché non diventano tenere, si prepara un soffritto con l’olio di oliva e la cipolla. Quindi si versano le cotiche nel soffritto e si aggiungono due o tre mestoli di passata di pomodoro, il sedano e la carota a pezzi. Si sala e si fa cuocere fino ad ottenere un sugo denso. Finalmente si aggiungono i fagioli, precedentemente tenuti a bagno per almeno 15 ore, sciacquati e bolliti in acqua salata, e si fa insaporire il tutto per altri 10 minuti. Si serve con pane abbrustolito.
CECI CON I QUADRUCCI
Ingredienti:
Preparazione.
Si prepara una pasta con farina, acqua ed un uovo. Si tira poi una sfoglia un po’ erta che si taglia a quadrucci. I ceci, tenuti a bagno dalla sera prima con un po’ di sale, si scolano e si lasciano per qualche minuto con una puntina di bicarbonato. Si sbattono bene, quindi si immergono in una pentola con acqua tiepida e si sciacquano. L’operazione va ripetuta un paio di volte ancora. Finalmente in un’altra pentola, sempre con acqua tiepida, si mettono a cuocere, aggiungendo l’aglio, il sale e il rosmarino, ed infine i quadrucci. Appena questi saranno giunti a cottura, si serve con olio d’oliva.
POLENTA DI ROVEJA
Ingredienti:
Preparazione.
La farina di roveja viene sciolta lentamente nell’acqua salata, prima che questa arrivi ad ebollizione, per poi essere cotta per circa un’ora. Il condimento è molto povero e viene fatto con cipolle appassite nel lardo (o acciughe ed aglio), pecorino grattugiato e un filo d’olio.
La polenta può essere consumata anche il giorno dopo, a fette, riscaldata in forno o in padella.
Oggi sono possibili diverse varianti costituite da condimenti più ricchi come carne di maiale, agnello, baccalà, pomodoro.
Roveja (Pisum Arvense), piccolo legume simile al pisello, era conosciuta più che altro come erba infestante.
Usata nei secoli passati per sostenere l’alimentazione dei pastori insieme ad altri legumi poveri come lenticchie, cicerchie e fave, Leguminaria la rivaluta e la propone al pubblico come gustoso legume da assaggiare, con l’obiettivo di tutelare e far conoscere il prodotto, collocarlo sul mercato e coinvolgere altri coltivatori che al momento producono solo per autoconsumo.
Questo pisello selvatico, dal seme di colore marroncino tendente al giallo, il cui sapore ricorda quello della fava e del cece, si consuma ancora, anche se sporadicamente, sul versante marchigiano degli Appennini. In tavola lo si può gustare con la pasta, come tutti gli altri legumi, ma anche macinato, ottenendo una polenta dal gusto marcato, tendente all’amarognolo.
[fonte www.leguminaria.it]
pfl
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