I Musei minimi

A Pennabilli, nel Montefeltro, una idea di Tonino Guerra

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L’Orto dei Frutti Dimenticati

Le antiche varietà  del Montefeltro

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L’Orto dei frutti dimenticati è una sorta di Museo all’aria aperta, in cui sono stati raccolti alberi da frutto che prima crescevano spontaneamente nel Montefeltro e che oggi stanno scomparendo perché appartengono a varietà tradizionali che non vengono più coltivate.
Il giardino contiene anche meridiane, archi e altre opere d’arte che hanno un unico scopo: quello di portare il visitatore a riscoprire il senso della memoria ed il gusto di ciò che è antico e semplice: il silenzio, il tempo, l’infanzia, le relazioni che ci legano alle persone e agli oggetti che hanno preso parte alla storia dei singoli e delle comunità.
Questo particolare giardino si trova a Pennabilli, nell’alta Valmarecchia, in provincia di Pesaro e Urbino. Nella piazza principale del paese vi sono le indicazioni per raggiungerlo con una brevissima passeggiata.
L’orto è nato da un’idea di Tonino Guerra, poeta e celebre sceneggiatore di "Amarcord" e altri film di Federico Fellini, ma anche di film di Antognoni, De Sica e Monicelli.
Dal 1989 Tonino Guerra risiede a Pennabilli e in questa zona ha realizzato un insolito progetto: i "Luoghi dell’anima", giardini e mostre permanenti definiti anche "Musei Minimi" perché caratterizzati dalla semplicità delle strutture e delle emozioni che cercano di riportare alla luce. Ricordiamo ad esempio il dipinto di Luigi Poiaghi, nella ex Chiesetta dei Caduti, che descrive il "miracolo" di un angelo di "serie b" il quale, pur non sapendo fare niente, ha una tale fiducia nei propri sogni da riuscire a far volare uccelli impagliati. Altri ’musei minimi’ sono le sette meridiane artistiche collocate in luoghi diversi del borgo di Pennabilli; il "Santuario dei pensieri", costituito da sette pietre misteriose; i sette tappeti in ceramica artistica, dedicati ad altrettanti personaggi storici che sono passati in Valmarecchia, tra cui Giotto, Dante ed Ezra Pound, il poeta americano che nel ’900 visse per lungo tempo in Italia.
orto_frutti_dimenticati_montefeltro L’Orto dei frutti dimenticati è appunto un ’museo minimo’ in cui il visitatore può osservare varietà di piante da frutto che non vengono più coltivate e che, quindi, vanno scomparendo. In molti casi queste piante stanno vivendo una nuova fortuna, perché nel nostro paese si è molto diffusa l’interesse per queste varietà tradizionali.
Tra i tanti alberi presenti ricordiamo alcuni più interessanti per la bellezza, la rarità o per la particolarità del nome. Molti sono i tipi di melo: il melo Ruggine, il melo del Barequise, il Pupino, il Campanino, il Durello giallo, il Limoncello, lo Scudellino. Anche le piante di pero sono varie: il pero Martin secco, il Martin pescatore, il pero mora di Faenza, il pero Gimin e quello La Praza, il Garofanino ed il Moscatello. Ancora possiamo vedere maestose piante di ciliegio come il Durone di Vignola; frutti di bosco come l’uva spina ed il ribes, sia bianco che nero; il pesco Giambella, il fico Brogiotto bianco, l’azzeruolo rosso, il mandorlo Avola, il pero cotogno, il susino Lugliengo ed il biricoccolo.
La passeggiata tra gli alberi è piacevolmente interrotta da alcune opere artistiche. Vicino all’ingresso il visitatore incontra il "Rifugio delle Madonne abbandonate", uno spazio in cui sono state raccolte quelle immagini votive che, nelle campagne di Pennabilli, erano state abbandonate per incuria ed indifferenza. Proseguendo incontriamo la meridiana costituita da due colombi di bronzo che, con la loro ombra, ci fanno vedere il profilo dei volti di Giulietta Masina e Federico Fellini, amici di Tonino Guerra. Più avanti veniamo attratti dalla Porta delle lumache, inserita all’interno di una cappella costruita con pietre di chiese di campagna della Valmarecchia ormai scomparse. Tra gli alberi troviamo anche un suggestivo "gelso della pace", piantato dal Dalai Lama del Tibet durante la sua visita a Pennabilli nel 1994. Da qui ci possiamo dirigere verso la fontana chiamata "La voce della foglia" perché in essa l’acqua cade da una foglia in legno alta tre metri e assume il valore simbolico della linfa vitale. Verso la fine del giardino troveremo il vecchio lavatoio che non è più lo spazio di lavoro e di incontro per le donne del paese, ma contiene dodici targhe in ceramica su cui sono stati riportati dei versi di Tonino Guerra intitolati "Le parole dei mesi". Ogni targa fa infatti riferimento ad uno dei dodici mesi dell’anno per cui il poeta ha individuato un aspetto significativo: "i petali di rosa che ridono" per il mese di maggio o "le parole delle favole sul fuoco" per dicembre.

Indicazioni utili per la visita
Per informazioni potete telefonare allo 0541928578 o visitare il sito internet www.montefeltro.net/pennabilli/orto.htm .
L’Orto è aperto al pubblico tutti i giorni; l’ingresso è libero.

Il paese di Pennabilli
Pennabilli si trova nell’Alta Valmarecchia, nel Montefeltro, ed è compreso nel territorio del Parco regionale del Sasso Simone e Simoncello. Tanti sono i luoghi da visitare nei dintorni che rendono piacevole una vacanza. Oltre alle bellezze naturali del Parco, ricordiamo le rocche ed i castelli, come quello di San Leo, ed i tanti piccoli borghi, come Sant’Agata Feltria.

Come arrivare
Per raggiungere il paese di Pennabilli, si esce dall’autostrada A14 al casello di Rimini Nord o Rimini Sud e si raggiunge la statale SS 258 seguendo le indicazioni per San Leo/Novafeltria. Dopo circa 8 km da Novafeltria si incontra sulla statale, a sinistra, l’indicazione per Pennabilli. Venendo dalla Toscana, da Arezzo si raggiunge San Sepolcro e si segue la statale SS 258 fino al bivio di Pennabilli.

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